Sui social si fanno incontri interessanti. Si scoprono profili che ti stupiscono per l’immediatezza cui cui comunicano, per la vicinanza che ti trasmettono dopo aver visto solo qualche stories o qualche post.

E’ il caso di @talamona94, il profilo dell’atleta paralimpica Arianna Talamona a cui abbiamo chiesto un’intervista

Ciao Arianna ci racconti chi sei?

Sono Arianna, ho 24 anni e vivo a Lissone. Sono laureata in Psicologia e laureanda nella specialistica in Psicologia dei processi sociali, decisionali e dei comportamenti economici. Sono una nuotatrice paralimpica che si sta preparando a Tokyo 2020.

Complimenti! Da dove nasce la tua passione per il nuoto?

Ho iniziato a fare nuoto per contrastare la mia disabilità. Sono nata con la sindrome di Strumpell-Lorrain, una malattia neurologica ereditaria e degenerativa che oggi mi permette di stare in piedi solo per brevi periodi di tempo. Ho iniziato a nuotare per far lavorare i miei muscoli ma la piscina ha messo in moto anche la mia testa..

Ci spieghi meglio cosa rappresenta per te questo sport? 

Ho iniziato a nuotare da piccola ed ho incrementato il ritmo dei miei allenamenti a partire dalle medie. Quando ero piccola indossavo dei tutori ed il nuoto era solo un passatempo. Da più grande invece ho scelto di interrompere l’utilizzo di tutori e farmaci miorilassanti, ricorrendo invece molto di più al nuoto. 

Una scelta forte, cosa ha scatenato questa rivoluzione?

I tutori ed i farmaci su di me non avevano più effetti di giovamento. Nel nuoto invece ho trovato sia un miglioramento fisico che la mia “palestra di vita”. Se ripenso a me 10 anni fa, e l’ho fatto di recente quando su instagram è impazzata la #tenyearschallenge, vedo una ragazzina che “non sapeva stare al mondo”

L’ambiente della piscina ti ha portato ad affrontare nuove sfide?

Assolutamente. In piscina ho iniziato un percorso ad ostacoli, dentro e fuori dalla vasca. Grazie all’aiuto della Psicologa Sportiva Micaela Fantoni e del mio allenatore ho iniziato a lavorare su me stessa. Ho fatto il grande sforzo di aprirmi, di mettermi in gioco, di cambiare e migliorare facendo tesoro di ogni critica. Per me è stata una vera e propria trasformazione. 

Da qui è nata anche la tua passione per la psicologia?

Esatto! Ho visto i risultati del lavoro della psicologa su di me e ho voluto, come sempre, approfondire l’argomento. Da ragazzina insicura, permalosa e con difficoltà relazionali mi sono trasformata in una persona determinata, sicura e soprattutto felice. 

Instagram oggi ti mette in contatto con molte persone, che possono ispirarsi al tuo modo di affrontare la quotidianità con una disabilità….

Sì! Sui social, e quindi su instagram ma anche sul mio canale youtube, mi piace raccontare la mia quotidianità e confrontarmi con chi vede le mie stories, i miei video o i miei post. Quando poi a contattarmi è una persona con disabilità che sta vivendo un momento di difficoltà io provo sempre a mettermi nei suoi panni, a cercare qualcosa che la interessi, a spronarla a dedicarsi a qualcosa. Credo che dietro ogni cambiamento ci sia sempre una “scintilla”, un primo passo fondamentale. 

Complimenti Arianna, la tua grinta ti rende una campionessa dentro e fuori dalla vasca! C’è un messaggio che ti piacerebbe lanciare ai nostri lettori, in particolare a quelli che cercano l’ispirazione
per aprirsi ad un cambiamento? 

Ai lettori di questa intervista suggerisco di pensare a se stessi come ad una pagina bianca. Di mettersi in gioco e soprattutto di essere orgogliosi di ogni piccola o grande rivoluzione! 

Grazie Arianna ed in bocca al lupo per Tokyo!

Crepi! grazie a voi 

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Moretti Service and Consulting è un’agenzia di comunicazione specializzata in ambito healthcare. MSC è un vero e proprio spin off aziendale, un comparto con competenze specialistiche in ambito comunicazione e marketing in grado di bilanciare le esigenze di distinzione ed innovazione che muovono la presentazione di ogni nuovo progetto con le normative e le codifiche che regolano la proposizione sul mercato di ausili e dispositivi medici.

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