I pregiudizi legati al mondo della disabilità sembrano essere idea blindate difficili da rompere. E’ giusto essere consapevoli di quanti ne esistono e di quanto l’elenco possa essere personalizzato.

Instagram: un palco per debellare pregiudizi

Sono un’amante di Instagram e mi diverto a ritagliarmi il mio pezzetto di mondo 2.0 live attraverso le stories di questo social: piccoli filmati di 15 secondi ognuno, tante pillole per parlare direttamente al pubblico su argomenti o sullo scorrere del tempo. Ognuno decide come impiegarle al meglio.

Quello è il mio palco, e non ho detto pulpito, per parlare del mondo della disabilità dove racconto la quotidianità e dove cerco di debellare molti pregiudizi che si attaccano alle carrozzine come chewing-gum.

I pregiudizi che affliggono il mondo della disabilità

Tutti noi subiamo dei pregiudizi durante la nostra vita ma alcune categorie di persone ne subiscono molto più di altri, portando ad essere discriminati e in alcuni casi è proprio la società ad accettarli e renderli difficili risolvere. 

Il pregiudizio è un falso mito, un’idea fossilizzata su un tema. Sul mondo della disabilità, solitamente, si fa leva su: aspetto fisico, limitazioni emotive e sociali, rapporti umani. Spesso mi chiedono quali sono i pregiudizi più comuni e se mi devo limitare ad breve elenco, mi fermo a 3 punti:

  • 1. la sofferenza a prescindere, il credere che la nostra vita sia eternamente una situazione di dolore reiterato;
  • 2. l’essere eroe a prescindere, in odore di santità solo perché viviamo una quotidianità di limiti non è scontato essere dispensatori di coraggio ad oltranza;
  • 3. essere stati divinamente puniti, la colpa non è mai qualcosa di immateriale, ma il nostro essere così non è una colpa da far cadere nell’alto dei cieli;

L’elenco di 3 punti mi va parecchio stretto, devo assolutamente aggiungere l’ultimo punto, quindi:

  • 4. il non potersi innamorare di una persona normodotata ed essere ricambiata, si tende sempre a pensare che chi condivide un sentimento con noi sia un essere speciale o che sia difficilmente possibile parlare di amore e viverlo alla luce del sole nel mondo.

Se solo tutti fossimo in grado di guardare con le orecchie e ascoltare con gli occhi, quanta vita vissuta in discesa ci sarebbe da festeggiare.

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Pepitosa
Pepitosa

Quattro ruote sono sempre meglio di 2, è fisica, è velocità, è voglia di non rimanere fermi mentre tutto ci scorre davanti. Vi porterò così, a spasso per il mondo, in questi mesi, con me e la mia carrozzina, per raccontarvi un altro mondo o meglio un aspetto di uno stesso mondo che tutti condividiamo. Lo farò a 360° raccontandovi tra il serio e l'ironico una vita vissuta "comodamente seduta", ma mai ferma.
Di breve non ho nemmeno il nome e cognome. Scrivo a caso, ma racconto tutto. Il foglio dice giornalista, il cuore batte ribelle. Il rossetto perfettamente indossato e i capelli all’ultima moda. Una principessa eternamente seduta con lingua biforcuta, cervello ad ingranaggi, social dipendente, giornalista per vocazione, comunicatrice ribelle per terapia. Faccio la Blogger senza fashion, mettendo in fila parole, emozioni e sorrisi.

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