Alzi la mano chi, con qualche disabilità motoria, è stato ad un concerto o ad una manifestazione pubblica ed è filato tutto liscio dall’inizio alla fine.

Io tengo giù entrambe le mani e fingo indifferenza alla domanda. Ogni volta che azzardo l’idea di partecipare a qualche concerto è una lotta continua: dall’acquisto dei biglietti, all’accessibilità della struttura, ai dettami della sicurezza fino a godermi l’evento in autonomia.

Si trasforma quasi sempre in un percorso ad ostacoli e la vittoria non è mai scontata. È capitato poco tempo fa, chiudendo l’anno in un concerto dei Subsonica in piazza della mia città. Serata rovinata: l’area disabili cosiddetta “sicura” non permette mai di vivere l’evento in mezzo agli altri e, ancora peggio, non ti fa vedere il motivo per cui hai pagato il biglietto.

Ancora pochi gli eventi musicali che presentano le condizioni adeguate in termini di informazioni, barriere architettoniche e aree dedicate.

Assistere ad uno spettacolo dal vivo, e soprattutto ad un concerto musicale, è una delle esperienze sociali più esilaranti che possiamo avere, condividere una passione con altri fan, per un tuo artista preferito. Immaginate di non poter assistere al concerto del vostro gruppo preferito perché non ci sono sedie, le informazioni non sono disponibili, non è prevista una porta di accesso. Questo è quello che succede in moltissime occasioni quando una persona con disabilità vuole prenotare un biglietto per un evento musicale.

È molto raro che l‘evento preveda un biglietto gratuito per gli assistenti personali e si registra una forte carenza in termini di bagni accessibili, abbattimento delle barriere architettoniche, campeggi dedicati in occasione di camping festival. Solo le strutture più grandi hanno un parcheggio apposito e quasi nessuna location mette a disposizione aree accessibili con posti a sedere e buona visibilità.

L’associazione inglese Attitude is Everything ha deciso di fare qualcosa e, insieme ad alcuni esponenti del British Council, ha redatto una guida gratuita ai concerti accessibili: un prezioso manuale per band, artisti e promotori che si propone di rendere più accessibili concerti e tour. La guida è un ottimo vademecum per iniziare questo percorso verso l’inclusività e non solo illustra tutte le aree migliorabili nell’organizzazione di un concerto, ma fornisce anche gli strumenti pratici per ottenere una maggiore accessibilità, con consigli affinché tutti i soggetti coinvolti (gruppi musicali, agenti, promotori, gestori dei locali) siano più consapevoli delle barriere che i fan devono affrontare.

10 COSE DA FARE QUANDO ORGANIZZI UN CONCERTO

E sono invece 10 le indicazioni destinate ai promotori e gli organizzatori di musica del vivo:

  1. Offri biglietti gratuiti per gli assistenti personali.
  2. Fornisci in anticipo informazioni chiare sull’accesso online
  3. Invita le persone a contattarti se hanno richieste specifiche
  4. Crea un luogo con buona visibilità che sia con posti a sedere e accessibile
  5. Richiedi che non ci siano luci stroboscopiche e fallo sapere a tutti
  6. Fornisci sottotitoli fai-da-te usando un laptop e TV
  7. Se c’è un bagno accessibile, verifica con i responsabili del locale che funzioni correttamente
  8. Crea una stanza tranquilla se c’è spazio disponibile
  9. Spingi a segnalare qualsiasi forma di molestia
  10. Parla con i responsabili del locale per assicurarti che il servizio bar sia accessibile alle persone per le quali un bancone alto potrebbe essere un problema

Il problema in Italia è molto sentito, merita attenzione e una risoluzione puntuale per smettere di vivere quello che a tutti gli effetti è una forma di discriminazione. C’è un bellissimo progetto su Facebook: “Sotto il palco anche io” che raccoglie tutte le segnalazioni degli utenti che subiscono queste situazioni di disparità. Spero che possa diventare una voce forte per trovare una soluzione al problema con gli organi competenti. Pari opportunità, Associazioni, organizzatori degli eventi devono iniziare a sedersi attorno ad un tavolo e disegnare il futuro.

Finisco così questa collaborazione, su un palco immaginario ringraziando Moretti per avermi ospitata e Voi per avermi letta. Tiro le corde di questo sipario, ma pensateci voi a fare eco di tutto quello che vi ho raccontato in questi 2 anni. Ci becchiamo in giro.

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Pepitosa
Pepitosa

Quattro ruote sono sempre meglio di 2, è fisica, è velocità, è voglia di non rimanere fermi mentre tutto ci scorre davanti. Vi porterò così, a spasso per il mondo, in questi mesi, con me e la mia carrozzina, per raccontarvi un altro mondo o meglio un aspetto di uno stesso mondo che tutti condividiamo. Lo farò a 360° raccontandovi tra il serio e l'ironico una vita vissuta "comodamente seduta", ma mai ferma.
Di breve non ho nemmeno il nome e cognome. Scrivo a caso, ma racconto tutto. Il foglio dice giornalista, il cuore batte ribelle. Il rossetto perfettamente indossato e i capelli all’ultima moda. Una principessa eternamente seduta con lingua biforcuta, cervello ad ingranaggi, social dipendente, giornalista per vocazione, comunicatrice ribelle per terapia. Faccio la Blogger senza fashion, mettendo in fila parole, emozioni e sorrisi.

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