La moda è l’arte di esprimere la propria personalità attraverso abiti che in molti casi “fanno il Monaco”. Abiti che esprimano chi siamo e come ci sentiamo e che, attraverso forme e abbinamenti di colore, completino la nostra persona. 

Purtroppo però la moda non è per tutti, sotto tanti punti di vista: economico, di costruzione del modello… E’ un mondo pieno di barriere fisiche per chi, ad esempio, ha una disabilità fisica o è in carrozzina. 

Rendere la moda qualcosa di accessibile a tutti è un argomento al quale tengo molto e di cui discuto spesso sui miei canali social per raccogliere quanti più pareri possibili. 

La moda conta

Sono una fashion addicted e mi piace curare la mia immagine, ma ho misure che per il mondo dell’abbigliamento non vanno d’accordo con l’età anagrafica. Sono alta 1.15 mt, l’altezza che mediamente ha un bambino delle elementari, ma porto una 3° di reggiseno e un mese fa ho spento 36 candeline. 

Non posso però certo comprare nel reparto “Children” di un negozio, sia perché non mi entrerebbe niente, sia perché non sarebbe corretto per la mia immagine. 

Nella società di oggi poi, sappiamo tutti bene come funziona, nonostante continuiamo a dirci e sentirci dire che l’abito è solo il nostro involucro, la verità è che questo è davvero fondamentale per posizionarsi in questa società consumistica, per non essere guardati e giudicati anche per questo, oltre che per le nostre forme fisiche o posizioni. 

L’abbigliamento accessibile

L’abbigliamento accessibile, spesso è una barriera per la sua costruzione. L’abbigliamento diventa non accessibile, ad esempio, nelle chiusure, per chi ha problemi agli arti superiori, oppure nelle lunghezze per chi ha altezze ridotte, oppure la scelta dei tessuti comodi per stare sempre nella stessa posizione da seduta. 

Quando entro in un negozio vorrei trovare abiti che possano essere modificati nelle misure senza ripagarli 4 volte, vorrei tagli sartoriali che valorizzino la mia persona, vorrei un’attenzione ai gusti di tutti e vorrei non essere costretta a dovermi accontentare perché a noi non ci valutano consumatori di livello tale da meritare ascolto per le nostre richieste.

Negozi accessibili 

Attorno all’argomento abbigliamento poco accessibile o “easy dress” c’è poi un altro problema da risolvere: i camerini dei negozi non sono pensati per tutti gli ingombri. Io, con la mia carrozzina, quando devo provare qualcosa, divento un abile contorsionista per cui le commesse si prodigano a creare camerini di fortuna, tirando tende o smontando sgabelli. 

E’ un argomento che va affrontato e risolto, ha tanta importanza quanto una “normale” barriera architettonica. 

La mia esperienza

Poco tempo fa nella mia città, volevo comprare un completo intimo, entro in un negozio e chiedo di provarlo: per arrivare ai camerini dovevo superare 3 scalini e mi è stato proposto di spostarmi nel negozio di fronte. La cosa più grave è che anche la cassa per pagare era inaccessibile sempre per la presenza di scalini. Questo vuol dire minare l’autonomia altrui, rendere dipendente da qualcun altro anche chi è in grado di arrangiarsi. 

La moda merita di essere aperta a tutti e merita di avere professionisti che sappiano mettere in campo le proprie conoscenze produttive, per creare un benessere realmente accessibile a tutti.

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Autore Tutte le news

Pepitosa

Quattro ruote sono sempre meglio di 2, è fisica, è velocità, è voglia di non rimanere fermi mentre tutto ci scorre davanti. Vi porterò così, a spasso per il mondo, in questi mesi, con me e la mia carrozzina, per raccontarvi un altro mondo o meglio un aspetto di uno stesso mondo che tutti condividiamo. Lo farò a 360° raccontandovi tra il serio e l'ironico una vita vissuta "comodamente seduta", ma mai ferma.
Di breve non ho nemmeno il nome e cognome. Scrivo a caso, ma racconto tutto. Il foglio dice giornalista, il cuore batte ribelle. Il rossetto perfettamente indossato e i capelli all’ultima moda. Una principessa eternamente seduta con lingua biforcuta, cervello ad ingranaggi, social dipendente, giornalista per vocazione, comunicatrice ribelle per terapia. Faccio la Blogger senza fashion, mettendo in fila parole, emozioni e sorrisi.

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