Le lesioni da pressione, chiamate anche piaghe da decubito, ulcere da pressione o piaghe da letto, rappresentano una delle complicanze più frequenti nelle persone con mobilità ridotta o costrette a mantenere la stessa posizione per periodi prolungati.Nella maggior parte dei casi possono essere prevenute, purché si intervenga prima della comparsa dei primi segni. Una corretta valutazione del rischio, associata all’utilizzo di ausili adeguati e a semplici accorgimenti quotidiani, permette infatti di ridurre significativamente la probabilità che si sviluppino lesioni cutanee.
Come si sviluppano le lesioni da pressione
Le piaghe da decubito non compaiono improvvisamente. Si sviluppano quando una pressione prolungata in una posizione statica riduce l’apporto di sangue nelle zone interessate, causando lesioni cutanee.
Le aree maggiormente interessate sono quelle in cui le prominenze ossee esercitano una maggiore pressione sulla superficie di appoggio, come: osso sacro, talloni, anche, gomiti, caviglie, scapole.
Se la pressione viene mantenuta per lungo tempo, i tessuti iniziano progressivamente a danneggiarsi fino alla comparsa delle prime ulcerazioni.
I principali fattori di rischio
Non tutte le persone presentano lo stesso rischio di sviluppare una lesione da pressione. Per questo motivo la valutazione iniziale rappresenta uno degli aspetti più importanti della prevenzione.
I principali fattori di rischio variano in base alle seguenti caratteristiche:
- mobilità ridotta o assente;
- permanenza prolungata a letto o in carrozzina;
- età avanzata;
- incontinenza e umidità della cute;
- patologie neurologiche o vascolari;
- sensibilità al dolore ridotta;
- malnutrizione e disidratazione.
Una buona pratica assistenziale prevede che il medico di medicina generale e il fisiatra collaborino nella valutazione del rischio e nella definizione del percorso assistenziale, considerando diversi fattori, tra cui il livello di mobilità, il tempo trascorso a letto o in carrozzina, lo stato nutrizionale, le condizioni della pelle e la presenza di altre patologie.
Questa valutazione permette di individuare precocemente la necessità di specifiche misure preventive e degli ausili più adatti.
Prevenzione e trattamento: qual è la differenza?
Prevenire una piaga da decubito è molto diverso dal trattarla.
La prevenzione ha l’obiettivo di ridurre il rischio di comparsa della lesione attraverso una corretta gestione delle pressioni, il riposizionamento della persona, il monitoraggio della cute e l’utilizzo di sistemi antidecubito adeguati.
Il trattamento, invece, interviene quando la lesione è già presente e richiede un approccio clinico specifico definito dal personale sanitario.
Per questo motivo è fondamentale non attendere la comparsa delle prime lesioni. La prevenzione è il metodo più efficace contro le piaghe da decubito: gli ausili antidecubito esprimono la loro massima efficacia quando vengono introdotti in fase preventiva, prima che compaiano le lesioni. Quando sono già presenti ulcerazioni o piaghe da decubito è necessario rivolgersi al medico per la valutazione e il trattamento.
Quando iniziare a prevenire le piaghe da decubito
Non è necessario attendere la comparsa di arrossamenti persistenti, il momento corretto per iniziare la prevenzione coincide con la perdita di autonomia o con l’aumento del tempo trascorso in posizione seduta o sdraiata.
È consigliabile prestare particolare attenzione quando:
- dopo un intervento chirurgico;
- durante una lunga degenza;
- si utilizza stabilmente una carrozzina;
- la persona ha difficoltà a cambiare posizione autonomamente;
- una persona anziana trascorre gran parte della giornata seduta o a letto;
- sono presenti patologie neurologiche, dopo un ictus o altre condizioni che limitano la mobilità.
Se una persona necessita dell’aiuto di un familiare o di un operatore quotidianamente per effettuare spostamenti, è già opportuno confrontarsi con il medico o con il personale sanitario per valutare le misure preventive più adatte.
I primi segnali da non sottovalutare
Le lesioni da pressione non iniziano con una ferita aperta. Nelle fasi iniziali possono comparire alcuni segnali che è importante riconoscere tempestivamente, tra cui:
- un arrossamento che non scompare dopo aver cambiato posizione;
- pelle più calda o più fredda rispetto alle zone circostanti;
- gonfiore o indurimento;
- dolore o fastidio localizzato.
In presenza di questi segnali è opportuno rivolgersi al personale sanitario per una valutazione.

Come prevenire le piaghe da decubito nella vita quotidiana
La prevenzione si basa su un insieme di accorgimenti che aiutano a ridurre la pressione prolungata sui tessuti e a mantenere la pelle in buone condizioni.
Tra le principali misure preventive rientrano:
- favorire un microclima cutaneo ottimale tramite l’utilizzo di materiali traspiranti;
- evitare di interporre numerosi strati tra paziente e materasso, preferendo un lenzuolo leggero e traspirante;
- favorire il movimento e i cambi posturali frequenti;
- controllare quotidianamente la pelle per individuare precocemente variazioni di temperatura, consistenza o eventuali indurimenti;
- evitare pressione prolungata;
- mantenere la pelle pulita e asciutta;
- mantenere una corretta alimentazione e idratazione;
- utilizzare cuscini e materassi antidecubito quando indicato;
- seguire le indicazioni del personale sanitario.
Quale dispositivo antidecubito scegliere?
Non esiste un dispositivo antidecubito adatto a tutti. La scelta deve sempre essere effettuata in base al livello di rischio della persona, al tempo trascorso in posizione seduta o sdraiata e alle indicazioni del personale sanitario.
Questo tipo di ausili è progettato specificatamente per distribuire meglio le pressioni esercitate dal peso del corpo, riducendo il rischio di danni ai tessuti nelle persone con mobilità ridotta.
La scelta degli ausili antidecubito dipende da diversi fattori, tra cui il grado di mobilità della persona, il tempo trascorso in posizione seduta o sdraiata e le indicazioni fornite dal personale sanitario.
Cuscini e materassi antidecubito: quando utilizzarli
La prima valutazione riguarda la posizione che la persona mantiene per la maggior parte della giornata.
Il cuscino antidecubito è indicato per chi trascorre molte ore in posizione seduta, ad esempio su una carrozzina, una sedia o una poltrona.
Il materasso antidecubito è invece consigliato per le persone allettate, con mobilità fortemente ridotta e la permanenza a letto diventa prolungata.
Quale tecnologia scegliere?
Una volta individuato l’ausilio più adatto, è possibile scegliere la tecnologia più indicata.
Sistemi ad aria
Questi sistemi permettono di regolare il livello di pressione e di adattare il supporto alla conformazione del corpo, migliorando la distribuzione dei carichi e riducendo i punti di pressione. Sono particolarmente indicati quando è necessario ridurre al minimo i punti di pressione nelle persone con rischio medio o elevato.
I cuscini a bolle d’aria sono tra le soluzioni più efficaci per la prevenzione delle piaghe da decubito in posizione seduta. Grazie alla possibilità di regolare la pressione anche in modo differenziato tra le due sezioni del cuscino, favoriscono sia lo scarico delle pressioni sia il corretto allineamento posturale. I materassi ad aria, invece, sono associati a compressori che gonfiano e sgonfiano lentamente e in modo alternato le diverse celle, modificando periodicamente i punti di appoggio ed evitando che il corpo rimanga a lungo in una condizione di pressione statica.
I materassi antidecubito a pressione alternata sono collegati a un compressore che gonfia e sgonfia lentamente e in modo ciclico le diverse celle d’aria.
Questo movimento modifica periodicamente i punti di appoggio del corpo, evitando che le stesse aree rimangano sottoposte a una pressione statica e prolungata. In questo modo, il sistema contribuisce a ridurre il rischio di lesioni da pressione ed è particolarmente indicato per persone allettate o con mobilità fortemente ridotta.
Sono generalmente indicati per persone con basso rischio di sviluppare lesioni da pressione. Favoriscono una distribuzione uniforme del peso corporeo, riducendo i punti di maggiore pressione.
Tra le principali soluzioni statiche rientrano i supporti in fibra cava, poliuretano, schiuma viscoelastica e gel fluido in silicone. I sistemi ad acqua utilizzano invece il liquido come elemento di supporto per favorire una distribuzione uniforme delle pressioni e un buon livello di comfort.
Il valore della continuità assistenziale
La prevenzione delle piaghe da decubito non dipende solo dal prodotto, ma soprattutto dalla continuità dell’assistenza. La prevenzione è infatti un percorso condiviso che coinvolge diverse figure professionali:
- il medico di medicina generale e il fisiatra valutano il livello di rischio e definiscono il piano assistenziale;
- il caregiver monitora e interviene quotidianamente nella gestione della pressione sulla pelle e dei cambi posturali;
- il rivenditore specializzato supporta nella scelta dell’ausilio più idoneo e fornisce indicazioni per il suo corretto utilizzo.
Una corretta prevenzione nasce dalla collaborazione tra tutte queste figure e dalla scelta di sistemi antidecubito adeguati alle esigenze della persona.
La prevenzione è il primo passo per proteggere la persona
Prevenire una lesione da pressione significa proteggere il benessere, l’autonomia e la qualità della vita della persona assistita. Una valutazione precoce del rischio, un monitoraggio costante della cute, i corretti cambi posturali e l’utilizzo di sistemi antidecubito adeguati rappresentano gli strumenti più efficaci per ridurre la probabilità di sviluppare ulcerazioni.
Affidarsi al personale sanitario e scegliere gli ausili più adatti consente di affrontare ogni percorso assistenziale con maggiore sicurezza, migliorando il comfort della persona e facilitando il lavoro di caregiver e operatori.