Le mascherine non sono tutte uguali e la loro efficacia dipende strettamente dal loro corretto utilizzo!

Scopri con noi come evitare e porre rimedio ad 8 principali errori, per proteggerti al meglio

  1. pensare che una mascherina vale l’altra
  2. selezionare la mascherina sbagliata per il proprio caso specifico ed ambito di utilizzo
  3. indossare la mascherina nel modo errato
  4. usare la mascherina in modo errato
  5. togliere e/o riporre in modo errato la mascherina
  6. lavare e sanificare la mascherina nel modo sbagliato
  7. ignorare le norme igiene e di distanziamento sociale
  8. disperdere la mascherina nell’ambiente
1. pensare che una mascherina vale l’altra

Mascherine medico-chirurgiche, dispositivi di protezione individuale, dispositivi igienici non certificati o mascherine di carta o stoffa…

Esistono moltissime tipologie di mascherine, con differenti caratteristiche e specifiche modalità di utilizzo. Vediamole nel dettaglio:

Mascherine medico-chirurgiche

Sono costituite da tre o quattro strati sovrapposti di tessuto-non-tessuto, hanno forma rettangolare e possono essere lisce o pieghettate. Vengono posizionate su naso e bocca e fissate alla testa con elastici o lacci. Hanno una capacità filtrante pressoché totale verso l’esterno, dato che impediscono alle goccioline emesse durante l’espirazione, con un colpo di tosse o semplicemente parlando, di raggiungere chi ci sta intorno. Non sono invece specificatamente concepite per proteggere chi le indossa, data la scarsa aderenza al volto. 

Nonostante ciò costituiscono il dispositivo medico più efficace in un contesto sociale: se correttamente indossate da tutte le persone che si trovano in uno stesso ambiente, fanno sì che nessuno possa contagiare gli altri. 

Dispositivi di Protezione Individuale 

Le mascherine identificate come dispositivi di protezione individuale vengono classificate in tre gruppi di FFP o Filtering Face Piece. Al gruppo 1 appartengono le mascherine con una capacità filtrante delle particelle sospese nell’aria dell’80%, al gruppo 2 del 94% ed al gruppo 3 del 99%. Di queste, solo le FFP2 e 3, sono ritenute idonee a proteggere dagli agenti patogeni. 

Una fondamentale distinzione da fare all’interno dei DPI è poi data dalla presenza o assenza di una valvola

La funzione della valvola è infatti quella di consentire, all’aria calda che viene espirata, di uscire dalla mascherina; rendendo meno faticoso il tenerla indosso per un lungo periodo di tempo. 

La valvola riduce l’accumulo di umidità, scongiura i problemi di condensa e l’appannamento degli occhiali. La sua presenza non compromette la capacità filtrante dall’esterno all’interno, ma la rende del tutto non idonea a proteggere gli altri.

I DPI con valvola, proprio per questo, ed in particolare modo in questo periodo di emergenza, dovrebbero essere ad uso esclusivo degli operatori sanitari a diretto contatto con i pazienti certamente infetti.

La presenza della valvola rende più agevole l’utilizzo ininterrotto del dispositivo per l’intero turno di lavoro. 

Diversamente, l’utilizzo dei DPI senza valvola, garantisce un’elevata protezione a chi la indossa ed a chi sta intorno, ma determina problematiche non trascurabili in termini di comfort, dato che umidità e calore tendono ad accumularsi all’interno rendendo la respirazione faticosa già qualche minuto dopo l’applicazione. 

Dispositivi igienici non certificati e mascherine in stoffa o carta. 

I dispositivi igienici non certificati sono mascherine di qualità inferiore a quella chirurgica, spesso in uso in ambito aziendale per proteggere naso e bocca da polveri o sostanze la cui esalazione è sconsigliata. Sono, come pure nel caso delle mascherine in carta o stoffa, dispositivi inefficaci o insufficienti a proteggere se stessi e gli altri dagli agenti patogeni. 

2. selezionare la mascherina sbagliata per il proprio caso specifico ed ambito di utilizzo

Come anticipato in precedenza, la mascherina più idonea ad un utilizzo quotidiano in contesti sociali è quella medico-chirurgica. Si consiglia la selezione di questo dispositivo sul luogo di lavoro, al supermercato o in farmacia, o più genericamente in qualsiasi contesto nel quale si abbia a che fare con altre persone. 

Alternativamente si può ricorrere ad un dispositivo di protezione personale senza valvola, con le opportune avvertenze in termini di comfort: potremo infatti tollerare il dispositivo per breve tempo e solo in assenza di qualsiasi sintomatologia respiratoria. 

3. indossare la mascherina nel modo errato

L’efficacia della mascherina dipende strettamente dal suo corretto utilizzo. Prima di indossarla è indispensabile lavare accuratamente le mani. 

E’ poi opportuno osservare la mascherina, al fine di comprendere dove si trova la parte superiore, che si dovrà far aderire al naso.

Nel caso della chirurgica, nella parte superiore, si trova un filo metallico modellabile, premendolo si potrà adattarla al meglio al proprio viso.

La parte inferiore va invece fatta passare sotto al mento, così che sia massimamente aderente al volto.

Per fissarla, nel caso sia dotata di lacci, è bene ricordare che i due superiori fanno annodati alla sommità del capo, mentre gli inferiori, vanno sul collo. 

La mascherina dovrà quindi coprire bene naso, bocca e mento, durante l’intero periodo di utilizzo. 

4. usare la mascherina in modo errato

Una volta indossata la mascherina dovremmo mantenerla nella stessa posizione per tutto il periodo d’uso. E’ quindi opportuno toglierla solo quando è strettamente necessario, evitare categoricamente di toccarne la parte esterna ed utilizzare esclusivamente gli elastici o i lacci per sistemarla o scostarla. 

E’ del tutto inutile indossare la mascherina lasciando scoperto il naso. 

Quando indossiamo la mascherina dobbiamo evitare di toccarci il volto. 

5. togliere e/o riporre in modo errato la mascherina

Per togliere la mascherina dobbiamo ricorrere ai lacci o agli elastici, scostandola dal nostro volto senza abbassarla sul collo o farla scorrere sui capelli. Mentre la togliamo dobbiamo fare attenzione a non toccare la parte esterna. 

Una volta tolta, dobbiamo riporla in un contenitore chiuso, come ad esempio un sacchetto di plastica, che poi andremo a buttare nel caso delle mascherine monouso. 

Nel caso in cui, invece, la nostra mascherina, sia riutilizzabile, è opportuno comunque prevedere un contenitore chiuso in cui riporla, fino allo svolgimento delle opportune operazioni di lavaggio e sanificazione. 

Dopo aver tolto la mascherina, è fondamentale lavare ed igienizzare le mani. 

6. lavare e sanificare la mascherina nel modo sbagliato

Le mascherine chirurgiche sono monouso ed è importante ricordare che non esistono procedure scientificamente validate per la loro disinfezione. I dispositivi di protezione individuale possono invece essere invece riutilizzati, solo se non sottoposti ad usura del materiale. 

Nel caso ad esempio dei DPI privi di valvola, l’umidità generata dal nostro respiro può ridurre la capacità filtrante dei filtri, riducendo l’efficacia del dispositivo stesso fino al deterioramento. 

Per la rigenerazione è infine possibile ricorrere a tre possibili tipologie di trattamento: esposizione ad una temperatura superiore ai 60° in ambiente umido; esposizione ai raggi ultravioletti o trattamento con soluzioni idroalcoliche al 60/70%. 

7. ignorare le norme di igiene e di distanziamento sociale

E’ fondamentale ricordare che l’utilizzo delle mascherine non sostituisce ma integra le norme di igiene e distanziamento sociale previste dal Ministero della Salute. Le mascherine non ci regalano superpoteri e non devono fomentare comportamenti incivili o irrispettosi. Mentre le si indossa è importante mantenere, per quanto possibile, le distanze interpersonali sopra i due metri e prestare attenzione al contatto con le superfici, ricorrendo ai guanti monouso oltre che al lavaggio e disinfezione delle mani. 

8. disperdere la mascherina nell’ambiente


E’ importante riporre le mascherine utilizzate in contenitori o sacchetti ben chiusi, procedendo poi a smaltirli nella raccolta indifferenziata. Un’ultima attenzione imprescindibile, sia per la nostra salute che per l’ambiente!

Per qualsiasi ulteriore informazione ti invitiamo a consultare il sito del Ministero della Salute

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Moretti Service and Consulting è un’agenzia di comunicazione specializzata in ambito healthcare. MSC è un vero e proprio spin off aziendale, un comparto con competenze specialistiche in ambito comunicazione e marketing in grado di bilanciare le esigenze di distinzione ed innovazione che muovono la presentazione di ogni nuovo progetto con le normative e le codifiche che regolano la proposizione sul mercato di ausili e dispositivi medici.

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